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Il Tribunale di Pinerolo dice "no" al concordato per la Galup

A parte le difficoltà di bilancio, lo stato patrimoniale è solido, il valore degli immobili e del marchio superiore all'indebitamente bancario. Una cordata di imprenditori salverà l'azienda

Il Tribunale di Pinerolo ha dichiarato inammissibile la proposta di concordato legata alla liquidazione della Galup, storica fabbrica di panettoni.

Il motivo specificato dal Tribunale di Pinerolo è che in base a una nuova legge entrata in vigore ad agosto, il liquidatore avrebbe dovuto informare il tribunale qualora l'azienda avesse continuato a produrre, cosa che è avvenuta nel periodo di dicembre per rispondere alle commesse come sempre importanti del periodo natalizio, fondamentale per il settore.

L'azienda ha ora la possibilità di riformulare nuova richiesta di concordato. La Galup è nata a Pinerolo nel 1922 come pasticceria. E' conosciuta in varie regioni del nord Italia, e ha alcunie stimatori anche all'estero, per il panettone basso con glassa alle nocciole Piemonte, che proprio Galup ha inventato nel 1922.

A parte le difficoltà di bilancio, lo stato patrimoniale è solido, il valore degli immobili e del marchio superiore all'indebitamente bancario. Va ricordato come i costi di produzione da tempo erano superiori ai ricavi. Da qui la messa in liquidazione nel settembre scorso.

L' inammissibilità, per il tribunale di Pinerolo, della domanda di concordato preventivo presentato dalla Galup, è legata a una violazione da parte dell' azienda. "Il debitore - si legge nel provvedimento del tribunale - può compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale può assumere sommarie informazioni" . La Galup, invece, ha prodotto panettoni nel mese di dicembre, acquistando materie prime e aprendo il punto vendita, senza informare il Tribunale. Tutto da rifare, quindi, per il liquidatore che aveva anche trovato una cordata di industriali torinesi pronti a rilevare lo stabilimento.

Una cordata di giovani imprenditori torinesi era intenzionata comunque a salvare la Galup. A dicembre è stata siglata una lettera di intenti da parte di Paolo Covelli e Valter Rabaioli, soci della Foam di Rivoli, azienda che opera nel settore della componentistica auto, Giovanni Tonno, proprietario della fonderia Fomt di Grugliasco e Pietro Drago, uomo di marketing, titolare dell’agenzia Comunicare di Orbassano. 

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